Occasione perduta?

knowledge society: Libertà, eGov, Imprese

Prendo spunto dalla piccola storia narrata da Massimo Melica in un recente convegno. Un bambino ha chiesto a Massimo: "Che vuol dire INNOVAZIONE?", lancio a tutti la stessa domanda. Forse, se riusciamo a trovare una breve frase, un motto, uno slogan per definire questa bellissima attività, saremo capaci realmente di seguire l'insegnamento del poeta: "Fatti non fummo per viver come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza".
Per cominciare ci provo con una breve storia. Tanti anni fa, quando ho iniziato a lavorare con bit e byte, il mio capo mi disse: "Se devi risolvere un problema, pensa le soluzioni più pazze e fantastiche a risorse infinite, poi rendile realizzabili con gli strumenti e le risorse che hai". Ho usato sempre questo metodo, qualunque fosse la natura o l'entità del problema. Sino ad oggi ha dato sempre risultati validi e soluzioni alle quali nessuno aveva pensato. Secondo me questi due passi, fantasia prima e contabilità dopo, sono la strada per l'Innovazione.
Attilio A. Romita

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Risposte a questa discussione

Posso dire brevemente che Innovare ha la radice "nuovo" dentro... e che non sempre il nuovo è giusto...
Oddio sto invecchiando male!

Innovare non significa per forza innovazione tecnologica...

Innovatori si nasce... e io modestamente lo nacqui (perdonatemi la licenza)... e chi non lo nasce fa davvero fatica a diventarlo!

Innovare significa cambiare e il cambiamento è faticoso...

Innovare significa accettazione del diverso... il diverso che ci scombussola un po' ma ci fa ragionare e ci spinge in avanti...

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Flavia, sei sempre vulcanica! Avevo chiesto una definizione, ne hai sparate cinque.

Non sempre il nuovo è giusto, e ti rammarichi di questa idea, ma se il nuovo è una peggiore soluzione allora non è giusto e viceversa.La migliore scelta è la scelta consapevole e questo non ci deve colpevolizzare.

I nuovi strumenti tecnologici sono solo mezzi e triste colui che pensa che siano il fine.

Più che innovatori, intelligenti si nasce e ...non tutti hanno questa fortuna.

Innovare significa fare meglio e quindi ad una maggiore fatica iniziale corrisponde un grande riposo successivo.

Dalla diversità è possibile capire che esiste qualche altra cosa che talvolta può anche essere migliore.
Cinque definizioni, cinque spunti di discussione: il processo del cambiamento verso il meglio è guidato dall'alternarsi dell'analisi e della sintesi di quanto ci circonda.

Forse la sintesi non è un mio pregio, ma anche un logorroico stimolo può essere utile.

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Mi sono appena accorto di aver fatto una grande innovazione al lessico italiano: ho rinforzato l'idea di innovazione ed ho invetato INNOVAZIONNE!!

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A mio avviso è proprio il punto di vista che deve cambiare. Cambiamento ed allontanamento dai vecchi schemi e vecchi dogmi. Chi non è innovatore fatica a diventarlo, vero, ma insegnarlo agli altri è già essere innovativi. Un innovatore mi ha consigliato di leggermi Gary Hamel, il futuro del management, www.garyhamel.com, che consiglio a CHIUNQUE ambisca anche solo a capire che così l'innovazione.
Proviamo a partire a gestire una azienda con un business plan di 4 righe, vere, ma il cui "contenuto" abbia una cifra difficile da attribuire, e (con i mezzi che abbiamo) proviamo a farlo, e farlo fare ad altri. L'innovazione è un nuovo modo di vedere la società (magari la tua) in un modo diverso, orizzontale e non padronale, dove la condivisione (dell'informazione, del patrimonio, del lavoro) è alla base del suo funzionamento.
Purtroppo la realtà è che spesso, chi sembra innovatore, dietro ha 4 analisti che analizzano la redditività reale e se vi è una giusta plusvalenza finanzia un prodotto. Dov'è , qui, l'innovazione?
Concordo con entrambi, insomma, ma ci si deve spostare ancora più lontano per capirlo... Flavia (piacere,) se riesci a far diventare innovatore il tuo vicino di scrivania, hai già cominciato ad allontanarti nella giusta direzione ;-)
M

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Piacere mio, ci provo... si si !

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Per prima cosa mi fa piacere che di tanto in tanto qualcuno "rinfocoli" le discussioni: giuste o meno giuste che siano le nuove riflessioni o le critiche, anche questa è innovazione.
Seconda cosa, benvenuto a Mauro Lattuada con la speranza che sia la prima persona di una lunga fila di persone che "ci autino a dare una smossa".
Terza cosa, qualche commento.
Da che mondo è mondo l'uomo è progredito perchè ha cercato di trovare il miglior modo per fare meno fatica e vivere meglio. Salvo rarissime eccezioni - San Francesco, Gandhi, Madre Teresa - l'essere umano per sua natura ha cercato "il modo nuovo" per avere un vantaggio personale. L'utopia è una bella illusione, ma non ha mai portato al progresso o innovazione che dir si voglia.
Forse Ti sembrerò poco illuminato per essere un innovatore, è vero, ma illuminazione, innovazione ed illusione sono parole con un suono troppo simile e vorrei non cadere nel rischio di confonderle.
Mauro quando dici che dietro ad ogni cosiddetto innovatore ci sono almeno quattro analisti, dico che ti sbagli, ma in difetto: ce ne devono essere 77 volte 7, come dice la Bibbia, che lo aiutino a verifcare la reale bontà di quanto si vuole fare.
La società, secondo me, non è ne orizzontale ne verticale, è una società di esseri umani non di santi.
La Città del Sole, il Cristianesimo perfetto, l'utopia Marxista sono illusioni ottiche.
Il Banchiere dei Poveri, il signore indiano che ha fatto mille piccoli prestiti è sicuramente un innovatore, non un santo, che dopo aver fatto una analisi di mercato ha deciso che mille piccoli prestiti lo facevano guadagnare più di un grande prestito e, per soprammercato, lo facevano apparire come un santo.
Innovare non significa scommettere sulle illusioni, ma realisticamente è lo studio di strumenti più economici e più remunerativi.
Solo quando scopriremo il modi di produrre un megawatt con un cmquadro di materiale esposto al sole, allora potremo parlare realisticamente di fotovoltaico ...il resto è chiacchera.
Solo quando scopriremo il modo di produrre 1000 megawatt con un'elica di dimensioni "umane" ed un leggero zefiro, allora potremo parlare di energie alternative, ...il resto è chiacchera.
Io sostengo che il giorno in cui io riuscirò a convincere una sola persona che tutto quello che ho scritto nella pagina precedente è il reale concetto di innovazione, solo allora comincerò a pensare di essere un Innovatore.
Ma forse mi sbaglio ...sono solo un vecchio, banale, retrogrado attaccato a vecchi e sorpasati concetti.
Un caro saluto.
Attilio A. Romita

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Ni, mi viene (sono un testardo, me lo dicono tutti, sempre).
Quello che cerco di dire non è che è "tutto" sbagliato, ma che è sbagliato il modo in cui ci approciamo o il modo in cui il mercato lo fa. Cito l'energia etc. perchè è il "mio settore" (negli ultimi 5 anni), ed è un esempio ecclatante. Vedo tecnologie a decine al mese, e noto che quelle migliori non emergono perchè si scontrano con un mercato poco innovatore.
Esempi a caso: sia Rubbia che UNiFe sviluppano il fotovoltaico a concentrazione (innovazione di quello standard, migliorativa, servono mio € per "finalizzarlo" ed industrializzarlo). Io lo vedo, guardo la normativa e scopro che (per cavilli) non è gestibile come conto energia, non è finanziabile, quindi non si può commercializzare (nonostante il 20% di uso in meno di silicio, la ricerca solare etc., costa troppo) ne potrà farlo un domani l'azienda che li produce (buco normativo insuperabile).
Entrambi i progetti sono finiti (finanziati) in sviluppo in Spagna, che ha subito capito il divenire.
La stessa cosa succede con il nucleare di nuova generazione tanto amato da Rubbia (scelta che condivido), stessi problemi di sviluppo se li trova davanti la Mossi & Ghisolfi per la produzione del bio etanolo di seconda generazione, e potrei continuare spaziando tra Mattei e Gardini (per i bio fuel) ed altri.
Ora, posso immaginare che il modo di affrontare il problema mi sembri sbagliato? In particolare qui (ma come nell'IT, da cui vengo con anni di esperienza) si denota questo, che se manca innovazione da parte di chi deciderà come, su cosa e su chi investire, difficilmente le "tecnologie innovative" (tutte) potranno dare i benefici che ci aspettiamo. Non credo nel pannellino fotovoltaico vetusto, come non credo nelle scelte mirate solo al piano di redditività up-to 3 anni irrealistico e "farsato" da super manager con stipendi ad otto zeri. Neppure passo a pensare alla "visione da figlio dei fiori", ognuno di noi lavora per lo stipendio a fine mese e così via, ma quando vedo logiche anti innovative in televisione a finanziare (sempre di più) progetti che di innovativo hanno solo quello che si porterà a casa la maggior parte dei guadagni (anche se poi, alla prima scossa, tutto potrebbe crollare) e non si cura di benefici nel breve rabbrividisco. E non ha appartenenza politica, sia ben chiaro, questa posizione, è solo oggettivamente quello che succeda dal '30 ad oggi con l'innovazione. Almeno, nel 30, in piena crisi loro se lo sono inventato il benedetto pannello fotovoltaico, noi avremo diritto di volerlo migliorare, 79 anni dopo, no?
Nessuno è più vecchio di altri, intendo solo supporre che se saremo abbastanza coraggiosi (per un attimo, o per un post) da allontanarci dal nostro punto di vista, per vedere anche gli altri 8 che non vediamo, allora inizieremo ad essere innovativi.
Finisco con l'ultima domanda, quante aziende vedi nelle università oggi? Rispetto all'America (che su innovazione e intelligenza di investimento ci da metri e metri) siamo indietro su tutto, anche su questo. Se si finanziassero i ricercatori, al posto di perderseli nelle spin-off (peraltro spesso loro unica speranza di stipendio stabile, e di futuro, anche se all'estero) e maturassero ottiche innovative come i team di progetto (legate ai risultati, anche e soprattutto economici) anche qui, noi imprenditori troveremmo con molta più semplicità e meno rischi le soluzioni, e il "beneficio economico" finanzierebbe entrambi.
Questa solo un'idea, di come dovrebbe andare. Peccato che sia lontana da quello che accade, non "solo a noi", ma a gente anche mooooolto più in gamba, preparata di tutti noi messi insieme! E in questo campo, l'innovazione, l'età non conta. Poi tu non sei vecchio, hai solo bisogno di un upgrade!
;-)
(Tra i miei 9 soci sono il più giovane, e fare battute sull'età, qui da noi, è abitudine, visto che ho bersagli dai 77, ascendere fino ai 33)

M

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Parto dalla fine. Purtroppo sono vecchio e mi secca molto di non poter vedere quello che succederà tra 50 anni.
Torno al principio: NI ti dico e riguardo alla testa dura posso solo dirti che la mia non è seconda alla tua e ...sono più allenato.
Cerco di tornare ad essere serio.
E' vero che molte volte antiquate leggi rendono difficile lo sviluppo di qualche nuova idea, ma, sono sicuro, se la nuova idea è "economicamente valida" le leggi vengono cambiate.
La decisione su cosa investire spesso è inizialmente dettata dalla politica e la politica vuole vendersi i risultati subito o vuole campare a lungo sulle chiacchere e su belle idee futuribili.
Ben vengano gruppi, come mi sembra sia quello di cui fai parte, che hanno idee nuove o nuove soluzioni che permettono loro di guadagnare innovando. Sicuramente il mix (33-77) di esperienza dei componenti può essere un fattore di successo.
Sicuramente il mercato, gli acquirenti, tendono ad essere poco innovatori perchè non sempre si vede il vantaggio a "comprare" una nuova soluzione quando la vecchia sicuramente sembra non fare brutti scherzi. Chi vende deve essere bravo a far capire il valore della nuova soluzione e purtroppo ci sono troppi imbonitori che vendono aria fritta e rovinano il mercato.
Riguardo Università, ricerca mirata e collaborazione con il privato penso che da noi un malinteso, e talvolta comodo, spirito di "indipendenza della cultura" abbia portato ad una legislazione relativa al brevetto di una scoperta fatta in ambito universitario non favorevole a chi "tira fuori i soldi": sicuramente questa sarebbe una regola da cambiare, ma viene osteggiata, mi pare e vorrei sbagliarmi, da coloro cui fa comodo studiare "la coda delle feormiche rosse in ottica di sviluppo di un motore micro-termico".
Mi farebbe molto piacere poter avere un grande upgrade tecnico per sapere quasi tutto di quasi tutto, cerco di fare del mio meglio, molto poco, per conoscere nuovi particolari. L'età però mi ha dato un grande vantaggio: mettendo insieme tante esperienze e conoscenze ho il privileggio, o la supponenza, di essere arrivato a intendere, avrei voluto scrivere capire, alcuni principi generali che nella maggior parte dei casi sono delle invarianti.
Cinquant'anni fa il prof. Matteini, che casualmente aveva lavorato con Marconi, ci disse che lui avrebbe bocciato chiunque, anche una autorità nel campo dei transistori, non fosse capace di dimostrare la sua conoscenza della Legge di Ohm. Ancora oggi sono convinto che è facile discettare di massimi sistemi e di futuribili innovazioni ed è molto difficile trovare soluzioni pratiche che facciano tutti un po più ricchi.
Io continuo a credere che innovare è duro e sedersi su i propri successi è più comodo, ma continuo a credere che prima o poi qualche successo si possa ottenere. Io ho 70 anni, Tu 33 facciamo al media ed otteniamo due persone che credono nel futuro e che vorrebbero, o meglio vogliono, che si potesse vivere meglio sfruttando quello che la tecnica può fornirci.
Un grande augurio.
Attili A. Romita.

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