In maniera schematica e disordinata, dopo aver partecipato anche io al convegno:
1. delusione per le conclusioni;
2. interesse per alcuni spunti.
In merito ai contenuti, lascio agli uomini e donne del partito la costruzione del “PD-pensiero” e in quanto alle parole, mi soffermo su alcune affermazioni:
• i processi politici non sono influenzabili dai contenuti sensati;
• le decisioni di governo ormai vanno avanti solo a colpi di fiducia;
• il ministro Brunetta a Milano gode di grande popolarità ed è visto come l’uomo della svolta.
Partendo da qui, secondo me è necessario investire sui giovani, parlo di quelli anagraficamente giovani, per formarli anche con il coinvolgimento attivo. Non dobbiamo sforzarci troppo a cercarli: potremmo rivolgerci a quelli presenti a San Giuliano, che hanno provocato una sorta di “shock culturale” per qualcuno. Quando a parlare di innovazione siamo solo noi, persone “mature”, mi viene da pensare che lo facciamo per un desiderio di ringiovanimento e non per una vera volontà di passaggio del testimone. Le nostre idee ed il nostro pensiero ci hanno condotti alla situazione attuale e credo sia ora di lasciare lo spazio a chi l’innovazione ce l’ha già dentro ma non ha i mezzi per esprimerla. Chi possiede o gestisce tali strumenti, dovrebbe metterli a disposizione di chi saprebbe come usarli. Partiamo, per esempio, dalla ”Ipotesi di proposta di legge sulla neutralità delle reti e sul software libero”, di Vincenzo Vita, che secondo me potrebbe rappresentare alcune modalità di declinazione del Piano E-Government 2012. Condividiamo tale ipotesi con quei ragazzi che sfornano idee giudicate insensate solo perché apparentemente destabilizzanti, creando dei luoghi e dei momenti dedicati al confronto, ricorrendo magari alle tecniche webinar per dialogare a distanza e ai punti wi-fi installati da Zingaretti, così magari proviamo anche a far passare dei contenuti, su quella infrastruttura. E a proposito di contenuti, sentiamo anche le loro proposte sul digitale terrestre, magari potrebbe uscire qualcosa di più oltre alle mie ipotesi di accesso da TV digitale alla Gazzetta Ufficiale, ai calendari e alle agende di Camera e Senato.
E quando facciamo qualcosa, facciamola risplendere alla luce del sole e non teniamola sotto l’ombra di una tavolo: se la politica ormai è basata solo sulla persona, dobbiamo anche noi far diventare le persone dei miti. Non sono certo io a poter insegnare la forza della comunicazione ed il potere di amplificazione che questa può esercitare nell’enfatizzare risultati anche modesti (guardiamo, per esempio, al caso degli sms proposti dal ministro Gelmini per il “controllo” delle assenze dalla scuola).
In ultimo, a chi ci chiede di “creare la domanda di innovazione”, rispondo che le domande ormai vengono urlate, ma c’è qualcuno non vuole ascoltarle.

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