Credo che ci sia l'esigenza oggettiva di parlare politicamente delle tecnologie
ben sapendo che la tecnologia non può essere affidata al caso.
Infatti in Italia, avvengono sprechi di denaro e si perdono tante occasioni per fare ricerca e per migliorare la gestione delle tecnologie. Uso il plurale per sottolineare che non tutte le tecnologie sono da appoggiare.
Bisogna fare qualcosa. Qualcosa alla portata di una rete socialmente labile tenuta insieme da rapporti mediati dai computers.
Cosa suggerisco? Procedere per microobiettivi, azioni piccole, frequenti, e convergenti. Ad esempio valorizzare una esperienza positiva, con una azione di pressione e di sensibilizzazione sul tema della gestione delle tecnologie e della ricerca. In una parola mi piacerebbe una rete militante, che possa sostenere azioni mirate, verificabili, raggiungibili.
Una rete dei piccoli passi, ma concreti. Ad esempio se una istituzione pubblica sta pensando di utilizzare il software open source bisognerebbe valutare se fosse il caso di appoggiarla e sollecitarla dopodiché fare una verifica e aggiornare il nostro social network con le azioni in corso. Le azioni principali dovrebbero essere fatte frequentemente al di là dei convegni annuali di dibattito e indirizzo.
Tag:
Condividi
Devi essere membro di Occasione perduta? per aggiungere commenti!
Partecipa a questo social network